La malattia

Stadi del cheratocono.

La classificazione del cheratocono in stadi è essenziale per scegliere il trattamento più appropriato. Il sistema più diffuso è la classificazione di Amsler-Krumeich, che integra parametri morfologici e funzionali della cornea.

Classificazione di Amsler-Krumeich

La classificazione di Amsler-Krumeich, introdotta negli anni '60 e successivamente rivisitata, suddivide il cheratocono in quattro stadi sulla base di parametri oggettivi: la curvatura corneale media, il difetto refrattivo (in particolare l'astigmatismo miopico), lo spessore corneale e la presenza di cicatrici. Si tratta del riferimento più utilizzato nella pratica clinica per stadiare la malattia e per pianificare il percorso terapeutico.

Stadio Curvatura (K) Astigmatismo Spessore Cicatrici
I — Iniziale < 48 D < 5 D > 500 μm Assenti
II — Moderato 48–53 D 5–8 D 400–500 μm Assenti
III — Avanzato 53–55 D > 8 D 300–400 μm Possibili
IV — Severo > 55 D Non misurabile < 300 μm Presenti

Stadio I — Cheratocono iniziale

Nello stadio iniziale, la cornea presenta alterazioni morfologiche minime. La curvatura corneale media è inferiore a 48 diottrie e l'astigmatismo è generalmente moderato, ben correggibile con gli occhiali tradizionali. Lo spessore corneale è ancora normale o quasi, e non vi sono segni clinici evidenti come strie di Vogt o anello di Fleischer.

I sintomi sono spesso modesti: lieve sfocatura, qualche aumento dell'astigmatismo, occasionali cambiamenti della prescrizione. Il paziente raggiunge un'acuità visiva soddisfacente con gli occhiali. La diagnosi in questo stadio si avvale soprattutto della tomografia corneale, che evidenzia le alterazioni precoci della superficie posteriore e le iniziali asimmetrie morfologiche.

Trattamento di elezione: il monitoraggio stretto e, in caso di segni di progressione documentati nel tempo, il cross-linking corneale, che può arrestare l'evoluzione della malattia preservando la funzione visiva attuale.

Stadio II — Cheratocono moderato

Nello stadio moderato, le alterazioni corneali sono più evidenti. La curvatura media è compresa tra 48 e 53 diottrie, e l'astigmatismo si attesta tra 5 e 8 diottrie. Lo spessore corneale si è ridotto, attestandosi tra 400 e 500 micron. Compaiono segni clinici come l'anello di Fleischer e, a volte, le prime strie di Vogt.

I sintomi diventano più rilevanti: visione sfocata persistente, distorsioni, aloni intorno alle luci, riduzione dell'acuità visiva con occhiali. Il paziente comincia a percepire un impatto significativo sulla qualità della vita, soprattutto nelle attività che richiedono visione fine, nella guida notturna e nello studio o lavoro al computer.

Trattamento di elezione: in caso di malattia evolutiva, cross-linking corneale per arrestare la progressione. Per il recupero della funzione visiva, applicazione di lenti a contatto rigide gas-permeabili o ibride. In casi selezionati, può essere indicato l'impianto di anelli intrastromali corneali per regolarizzare la curvatura.

Stadio III — Cheratocono avanzato

Nello stadio avanzato, la deformazione corneale è marcata. La curvatura supera le 53 diottrie e l'astigmatismo è superiore a 8 diottrie. Lo spessore corneale è sceso tra 300 e 400 micron in corrispondenza dell'apice del cono. Possono comparire cicatrici stromali apicali, conseguenza dello stress meccanico cronico del tessuto.

I sintomi sono significativi: l'acuità visiva con occhiali è generalmente molto ridotta, e anche con la migliore correzione possibile la visione resta sfocata e distorta. Le aberrazioni di alto ordine sono importanti, generando gravi problemi nella visione notturna.

Trattamento di elezione: applicazione di lenti a contatto specialistiche (rigide gas-permeabili, sclerali o ibride) per il recupero visivo. L'impianto di anelli intrastromali può essere indicato per ridurre l'astigmatismo irregolare. Il cross-linking è ancora possibile in casi selezionati con spessore corneale adeguato. Quando la cornea non è più in grado di garantire una visione funzionale e le altre opzioni risultano inefficaci, si pone l'indicazione al trapianto di cornea.

Stadio IV — Cheratocono severo

Nello stadio più avanzato, la cornea è gravemente deformata. La curvatura supera le 55 diottrie e l'astigmatismo è talmente elevato da non poter essere misurato con strumenti standard. Lo spessore corneale è inferiore a 300 micron, e le cicatrici stromali sono generalmente presenti, riducendo significativamente la trasparenza corneale.

L'acuità visiva è severamente compromessa e gli occhiali non offrono praticamente alcun beneficio. L'applicazione di lenti a contatto può risultare difficile per la marcata irregolarità della superficie corneale, anche se le moderne lenti sclerali possono essere efficaci anche in casi avanzati.

Trattamento di elezione: il trapianto di cornea, nelle sue diverse modalità (cheratoplastica lamellare anteriore profonda, DALK, oppure cheratoplastica perforante quando l'endotelio è compromesso). In casi selezionati, le lenti sclerali rimangono un'opzione valida per ritardare l'intervento chirurgico.

Lo stadio non è statico. Senza trattamento, il cheratocono tende a progredire da uno stadio all'altro, con velocità variabile da paziente a paziente. La stabilizzazione spontanea avviene generalmente intorno ai 35-40 anni, ma la diagnosi e il trattamento precoci permettono di interrompere il decorso evolutivo prima che si raggiungano stadi avanzati.

Altre classificazioni

Oltre alla classificazione di Amsler-Krumeich, esistono altri sistemi di stadiazione che integrano parametri tomografici più moderni. La classificazione ABCD, ad esempio, considera quattro parametri (curvatura anteriore, curvatura posteriore, spessore corneale e acuità visiva) e fornisce un quadro più completo della malattia. Queste classificazioni sono utili per il monitoraggio nel tempo e per la valutazione dell'efficacia dei trattamenti.

Nella pratica clinica, lo specialista integra i dati delle diverse classificazioni con la valutazione globale del paziente — sintomi, qualità della visione, impatto sulla vita quotidiana, velocità di progressione — per costruire un percorso terapeutico realmente personalizzato.

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7 minuti di lettura Aggiornato il Revisione clinica: équipe medica
Caso clinico

Marco, 25 anni — Cheratocono di stadio II in evoluzione

Marco, diagnosticato a 22 anni con cheratocono di stadio I-II, segue un programma di controlli tomografici ogni 6 mesi. La cheratometria media nell'occhio destro passa da 47,5 D a 49,8 D in 18 mesi, con assottigliamento corneale al punto più sottile da 478 a 462 micron: è una progressione documentata e la classificazione di Amsler-Krumeich aggiornata indica uno stadio II evolutivo.

Si pone indicazione al cross-linking accelerato. A 12 mesi dalla procedura la tomografia mostra stabilizzazione dei parametri e un lieve miglioramento dell'acuità visiva con correzione. Marco continua i controlli annuali, ora orientati al monitoraggio della stabilità.

Caso clinico anonimizzato a scopo divulgativo. Nome, età e dettagli identificativi sono modificati. Ogni paziente è seguito secondo un percorso clinico personalizzato; i risultati possono variare in funzione delle caratteristiche individuali.

Domande frequenti.

Come si stabilisce lo stadio del cheratocono?

La classificazione più utilizzata è quella di Amsler-Krumeich, che divide la malattia in 4 stadi sulla base di parametri oggettivi: cheratometria media (curvatura corneale), spessore corneale al punto più sottile (pachimetria), trasparenza della cornea e refrazione. Esistono anche classificazioni più moderne basate sulla tomografia (es. classificazione ABCD).

A quale stadio bisogna fare il cross-linking?

Il cross-linking è indicato in qualsiasi stadio in cui sia documentata una progressione della malattia, indipendentemente dal numero. La decisione si basa sul confronto di tomografie successive: se i parametri peggiorano nel tempo, è indicato il cross-linking. È più efficace negli stadi I-III.

Si può tornare a uno stadio precedente?

Lo stadio non si "regredisce" naturalmente, ma il cross-linking blocca la progressione della malattia, fissando il cheratocono allo stadio raggiunto. Trattamenti come anelli intrastromali e lenti specialistiche migliorano la qualità visiva senza modificare lo stadio anatomico.

Cosa significa "cheratocono frusto" o "subclinico"?

Sono termini che indicano forme molto iniziali, spesso asintomatiche, individuate solo strumentalmente: la cornea presenta lievi alterazioni topografiche o tomografiche senza disturbi visivi rilevanti né segni clinici. Sono importanti da diagnosticare perché possono rappresentare il primo stadio evolutivo, soprattutto nei familiari di pazienti affetti.

Quanto velocemente si passa da uno stadio all'altro?

La progressione è molto variabile: alcuni pazienti restano stabili per anni, altri evolvono rapidamente in pochi mesi. Fattori predittivi di rapida progressione sono età giovane (sotto i 20 anni), strofinio oculare cronico, allergie e atopia, e una progressione già documentata negli esami precedenti. Ecco perché il monitoraggio ravvicinato nei giovani è fondamentale.